OPI-Ordine delle Professioni Infermieristiche di Vibo Valentia

Tutte le informazioni utili sul nostro Ordine

Concorsi per infermieri

Visita la pagina dei concorsi attualmente disponibili

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani sempre aggiornato su news, offerte di lavoro e concorsi

Esercizio abusivo della professione

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per esercizio abusivo della professione paramedica nell’imputato che praticava punture di soluzione fisiologica.
Si trattava in particolare di una attività, definita dall’imputato di “perdermostimolazione” , diretta a praticare iniezioni sottocutanee all’altezza degli occhi per il “miglioramento del campo visivo” ovvero “per correggere la miopia”.
Tale attività da considerarsi estranea alla fisiocinesiterapia – termine che si riferisce al particolare tipo di fisioterapia basata sull’esecuzione di specifici movimenti ed esercizi fisici terapeutici – e alla agopuntura – che non comporta infiltrazioni di sostanze sotto la cute – integrava una pratica certamente invasiva implicante una infiltrazione di sostanza nei tessuti sottocutanei allo scopo di ottenere effetti lato sensu benefici per la vista.
Nel giudizio non era comunque emerso che l’imputato svolgesse una attività riservata dalla legge al medico o comunque rientrante tra i compiti del medico, in quanto essa non implicava la formulazione di diagnosi o la prescrizione di terapie, bensì una pratica prevista tra quelle riservate all’infermiere professionale in ragione del peculiare tipo di iniezione da compiere, richiedente una sicura preparazione sanitaria in considerazione dei particolari e delicati tipi di intervento incidenti sulla funzione visiva dei pazienti, interventi che, ove eseguiti da una persona non professionalmente qualificata e secondo precise tecniche e metodologie, poteva incidere negativamente sulla salute del paziente, addirittura ledendone l’integrità fisica o a metterne a repentaglio la salute.